Volare in modo più sostenibile nel 2026: cosa funziona davvero (senza sensi di colpa)

Laura
Volare in modo più sostenibile nel 2026: cosa funziona davvero (senza sensi di colpa)
Foto di Filip Kvasnak su Unsplash

Sulla Roma-Milano hai due modi per spostarti: un volo di poco più di un'ora oppure un Frecciarossa o un Italo in circa tre ore da centro città a centro città. Sul piano climatico non c'è partita: per un tragitto del genere il treno ad alta velocità emette in genere parecchie volte meno CO₂ del volo equivalente — gli ordini di grandezza più citati vanno da circa 5 a 20 volte in meno, a seconda di come si conta. È l'esempio più concreto di una regola semplice: dove il treno è competitivo, è quasi sempre la scelta a minore impatto. Il resto di questa guida serve per i casi in cui il treno non è un'opzione.

Prima una definizione, perché su questi temi girano molte parole vaghe. "Volare in modo più sostenibile" non significa volo a impatto zero: significa scegliere, a parità di viaggio, le opzioni che emettono meno. Il SAF (Sustainable Aviation Fuel, carburante aeronautico sostenibile) è un carburante prodotto da scarti, rifiuti o fonti non fossili che può ridurre le emissioni sul ciclo di vita rispetto al cherosene. L'EU ETS è il sistema europeo di scambio delle quote di emissione: in pratica le compagnie pagano per la CO₂ che emettono sui voli all'interno dello Spazio economico europeo. Concetti a cui torno più avanti.

Quanto pesa davvero volare

Mettiamo le cifre in prospettiva, con le fonti. Secondo le stime più citate (IATA, ICAO, organismi UE) l'aviazione vale circa il 2-3% delle emissioni globali di CO₂. C'è però un punto importante: oltre alla CO₂ ci sono effetti non legati al carbonio — su tutti le scie di condensazione (contrails) — che secondo diversi studi potrebbero all'incirca raddoppiare l'impatto climatico complessivo del volo. Sono stime ancora dibattute, da prendere con cautela. Sul piano individuale, un viaggio intercontinentale andata e ritorno può pesare per una quota rilevante del budget annuale di carbonio di una persona. La buona notizia è che le emissioni per passeggero dipendono molto dalle scelte qui sotto.

Cosa riduce davvero la tua impronta (dal più al meno efficace)

Questa è la parte pratica. In ordine di impatto:

  • Volare di meno e accorpare i viaggi; prendere il treno sulle brevi distanze dove ha senso. Oltre alla Roma-Milano, l'alta velocità batte l'aereo su molte tratte: Milano-Napoli, Torino-Roma, e in Europa Madrid-Barcellona, Parigi-Lione, Tokyo-Osaka. È la mossa che pesa più di tutte le altre.
  • Volare diretto. Decollo e salita sono le fasi che bruciano più carburante: ogni scalo in più aggiunge emissioni. A parità di prezzo, il nonstop è quasi sempre la scelta migliore anche per l'ambiente.
  • Volare in economy. Un posto in business o first occupa lo spazio (e quindi la quota di emissioni) di diversi posti in economy. La cabina premium ha un'impronta per passeggero molto più alta.
  • Scegliere compagnie e aerei efficienti. I jet di nuova generazione — A320neo, A350, Boeing 787 — consumano all'incirca il 15-25% in meno dei modelli che hanno sostituito. L'Airline Index di atmosfair (organizzazione tedesca) classifica le compagnie per efficienza in CO₂, tenendo conto di flotta, fattore di riempimento e configurazione dei posti: è un riferimento utile per confrontare.
  • Viaggiare leggeri (più peso significa più carburante) e preferire voli pieni e vettori con alti fattori di riempimento.

Nessuna di queste mosse richiede di rinunciare a viaggiare: sono scelte di buon senso che spesso premiano anche il portafoglio.

SAF e compensazioni: utili, ma non miracolosi

Qui serve onestà, perché è il terreno dove si annida più greenwashing.

Il SAF è la grande speranza di lungo periodo: a seconda della materia prima può tagliare la CO₂ sul ciclo di vita fino a circa l'80% rispetto al cherosene fossile. Il problema è la realtà del 2026: rappresenta appena lo 0,1-0,3% del carburante effettivamente usato, costa molto di più e l'offerta è limitata. È una soluzione che crescerà negli anni, non una correzione disponibile oggi su larga scala, e il beneficio reale varia parecchio in base al tipo di materia prima.

Le compensazioni (offset) meritano altrettanta franchezza. Comprare offset finanzia progetti — riforestazione e simili — pensati per compensare le emissioni; ma molti programmi sono stati criticati perché non garantiscono tagli reali, addizionali e permanenti. Trattali come ultimo passo dopo aver ridotto, scegli solo quelli certificati ad alta integrità e non considerarli un lasciapassare per la coscienza pulita. Alcune compagnie propongono in alternativa contributi diretti al SAF o tariffe "green" (per esempio le Green Fares del gruppo Lufthansa): più trasparenti di un offset generico, ma comunque parziali.

La fotografia normativa 2026

Le regole stanno cambiando, e questo si riflette anche sulle tariffe. Quadro aggiornato a metà 2026, da verificare perché evolve in fretta:

  • ReFuelEU Aviation: la normativa UE impone una quota minima crescente di SAF negli aeroporti europei — circa il 2% nel 2025, in salita verso il 6% al 2030, il 20% al 2035 e il 70% al 2050.
  • EU ETS: sui voli intra-SEE le compagnie pagano per la CO₂, e le quote gratuite vengono progressivamente eliminate (verso la piena messa all'asta intorno al 2026), con un effetto a tendere sui prezzi dei biglietti. Una revisione UE prevista nel 2026 valuta se estendere la copertura anche ai voli in partenza dal SEE. Il sistema globale di compensazione CORSIA (gestito dall'ICAO) è giudicato da molti osservatori limitato nella sua efficacia.
  • Il divieto francese sui voli brevi: in Francia è legge vietare un volo interno quando esiste un treno sotto le 2 ore e 30 — ma nella pratica riguarda solo poche rotte da Parigi-Orly (Bordeaux, Nantes, Lione), con effetto modesto e più simbolico che sostanziale. La Spagna e altri Paesi hanno discusso idee analoghe; in Europa la leva più efficace resta l'alta velocità ferroviaria.

Il caso italiano

L'Italia parte avvantaggiata: ha una rete ad alta velocità tra le migliori d'Europa, con due operatori in concorrenza — Trenitalia (Frecciarossa) e Italo. Sulla dorsale Torino-Milano-Bologna-Firenze-Roma-Napoli il treno è spesso competitivo o più rapido dell'aereo una volta contati trasferimenti, controlli e attese, oltre a portarti in centro città. Su molte rotte domestiche, insomma, la scelta a minore impatto è anche la più comoda.

Sul fronte aereo, ITA Airways partecipa ai programmi SAF e opera sotto l'EU ETS come tutti i vettori europei, con una flotta in graduale rinnovo verso modelli più efficienti. In Italia non esiste un divieto sui voli brevi sul modello francese, ma la combinazione tra alta velocità diffusa e costi ETS in aumento spinge naturalmente verso il treno sulle tratte interne. Dove l'aereo resta inevitabile — le isole, il lungo raggio, alcune rotte trasversali — valgono in pieno le regole pratiche viste sopra.

La checklist del viaggiatore "smart e green"

Da tenere a mente prima di prenotare:

  • Sulle brevi distanze, confronta il treno ad alta velocità: spesso vince su tempo totale, comodità e CO₂.
  • Quando voli, preferisci il diretto e l'economy.
  • Scegli aerei e compagnie efficienti (l'Airline Index di atmosfair aiuta a confrontare).
  • Viaggia leggero e accorpa più tappe in un solo itinerario.
  • Considera SAF e offset come complemento, non come soluzione — e solo certificati.
  • Diffida di chi promette voli "a impatto zero": al 2026 non esistono.

Un'ultima nota, perché qui i due obiettivi spesso coincidono: volare in modo più intelligente — diretto, in orari di minore traffico, con vettori efficienti — di solito costa anche meno. È il punto in cui entra in gioco Flyozo: tiene d'occhio le tue rotte e ti avvisa quando una tariffa scende sotto il suo livello tipico, così puoi scegliere l'opzione a minore impatto e dal miglior rapporto qualità-prezzo. Viaggiare resta uno dei modi più belli per conoscere il mondo: si tratta solo di farlo un po' meglio.

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